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Opinioni

Posizione in merito alla gestione del castoro

13.10.2015

CacciaSvizzera ha avuto l’opportunità di collaborare al nuovo concetto di gestione del castoro e di esprimere la propria posizione in merito alla bozza proposta.

CacciaSvizzera sta intraprendendo numerosi sforzi per garantire la biodiversità in Svizzera oggi e nel futuro. Il castoro deve essere riconosciuto come parte della fauna svizzera qualora entri nel paese volontariamente e ripopoli i suoi biotopi in modo naturale. La densità di popolazione e lo sfruttamento agricolo conducono sempre più spesso a conflitti con il castoro. Tale circostanza deve essere accettata se si desidera che i castori possano vivere “liberamente” in Svizzera.

In passato, il castoro era naturalmente presente in Svizzera finché non è stato cancellato funestamente dalla fauna locale. I castori attualmente presenti risalgono al ripopolamento avvenuto tra il 1956 e il 1977. Se vogliamo che il castoro faccia parte del nostro ambiente naturale, è necessario richiamare alla propria responsabilità per i danni causati i gruppi che hanno effettuato questa reintroduzione e le autorità che in quegli anni hanno concesso le necessarie autorizzazioni. In diversi cantoni, i danni causati dai castori vengono finanziati dalle casse venatorie; questo comporta che sono soprattutto i cacciatori a portare tale onere, cosa in realtà incomprensibile per una specie selvatica protetta. Di conseguenza, CacciaSvizzera è del parere che i costi derivanti dalla presenza del castoro, siano esse per danni diretti o per la prevenzione volta a ridurre i danni e in particolare per l’adeguamento del paesaggio nell’ambito della rivitalizzazione delle acque, debbano essere finanziate nella loro totalità dalla Confederazione, ossia dal bilancio per la tutela della natura.

 

La bozza del concetto per la gestione del castoro che è stata presentata fornisce molti spunti interessanti per una gestione di questo tipo. Tuttavia, a nostro avviso dovrebbe essere maggiormente rivolto al futuro, ossia ai conflitti sempre maggiori che si possono prevedere. La bozza del concetto per la gestione del castoro è troppo incentrata sulla protezione di questa specie animale. E’ necessario dare maggior spazio al tema della prevenzione dei danni. Per 20 anni sono stati reintrodotti castori in Svizzera. Questi animali si sono potuti stabilire in zone particolarmente adatte e non hanno praticamente causato alcun tipo di conflitto. Nei 20-30 anni successivi, i castori si sono diffusi nei biotopi che garantivano loro buone condizioni di esistenza, causando problemi in modo limitato. Tali fasi si sono però concluse. Attualmente, i castori non trovano più biotopi ideali; i conflitti continuano ad aumentare ed è pertanto necessario intervenire. Affinché il concetto per la gestione sia utile, devono essere analizzati gli scenari futuri e le misure di intervento da adottare. Non si possono escludere a priori zone libere dai castori. L’adeguamento e la modifica dello status di protezione del castoro dovrebbero essere previste e analizzate nel concetto stesso.

Il contenimento e la prevenzione dei danni non possono essere demandati esclusivamente ai proprietari terrieri o ai coltivatori. L’Ordinanza sulla regolazione degli effettivi degli stambecchi ha rappresentato una buona soluzione per gestire una specie selvatica protetta in modo ragionevole. CacciaSvizzera propone di sviluppare un’ordinanza analoga per il castoro al fine di affrontare una possibile regolazione della popolazione sana.

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