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Posizioni

Effetti degli impianti eolici sui mammiferi terrestri, in particolare sugli ungulati

12.10.2015

Ai sensi della Strategia energetica 2050, in Svizzera l’energia eolica dovrà essere sviluppata enormemente per raggiungere una produzione annua di 6 TWh (pari al 10% del fabbisogno elettrico attuale). Sarà possibile aumentare di sessanta volte l’attuale produzione solo coinvolgendo nella progettazione degli impianti anche i boschi e altri territori sensibili. Questo non comporterà solo l’aumento del potenziale conflittuale con la popolazione interessata e con la tutela del paesaggio, ma si inaspriranno ulteriormente soprattutto le conseguenze, già oggi negative, sulla fauna.

Mentre gli effetti negativi delle centrali eoliche sono già stati approfonditi in vari studi relativi a pipistrelli e uccelli, non esiste alcuno studio specifico per i mammiferi terrestri oltre al cosiddetto “Studio Hannover” (selvaggina minuta). Tale mancanza deve essere assolutamente colmata prima che vengano progettate o autorizzate centrali eoliche nei boschi o in altri biotopi sensibili. Tanto più che alcune analisi effettuate in Scandinavia (renne), in Austria (cervi) e in Portogallo (lupi) hanno evidenziato gravi ripercussioni.

Poiché la valutazione dell’impatto ambientale è obbligatoria in Svizzera solo in caso di una potenza installata uguale o superiore a 5 MW (attualmente è il caso solo di due parchi eolici), vale la pena verificare anche che conseguenze abbiano le centrali eoliche di piccole e medie dimensioni sulla fauna locale e di più ampia scala. Il fatto che al giorno d’oggi gli uffici federali (UFAM, UFE, ARE) ritengano che gli effetti sui mammiferi siano “per lo più non problematici” o che gli stessi non vengano minimamente nominati nella loro documentazione sottolinea ancor più l’importanza di procedere alla redazione di tale rapporto. Necessità ulteriormente rafforzata dall’inspiegabile fatto che nemmeno i corridoi faunistici di rilevanza nazionale o le zone di tranquillità rientrino nelle liste dei biotopi o dei paesaggi rilevanti.

CacciaSvizzera ha affrontato questa problematica; nella sessione autunnale delle Camere federali, il membro del consiglio direttivo e consigliere nazionale Fabio Regazzi presenterà al Consiglio federale un postulato con il mandato di sottoporre al parlamento un rapporto nel quale si evidenzino le conseguenze locali e su più ampia scala delle centrali eoliche e delle infrastrutture a esse correlate sui mammiferi terrestri e, in particolare, sugli ungulati. Il Consiglio federale dovrà analizzare, inoltre, come si possano evitare o almeno minimizzare gli effetti negativi delle centrali eoliche sulla fauna in generale.

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